Roma, 29 ott – È difficile risalire all’origine del termine populismo, come difficile è spiegarne in modo chiaro il fenomeno politico, che è complesso e porta con se tratti e venature delle categorie politiche sia di Destra che di Sinistra. Ma certamente è facile riscontrare come oggi rischi di diventare un movimento politico culturalmente ed elettoralmente egemone, persino in quelle parti del mondo dove solo fino a qualche anno fa era considerato una degenerazione politica da evitare per non incorrere in fenomeni di default economico. Partendo da questa affermazione elettorale del populismo anche in aree del Pianeta come gli USA, l’Europa, la Russia e, ormai, prepotentemente anche in Italia, Lorella Sini e Massimiliano Andreatta hanno dato alle stampe il libro “Populismo, nuove destre e nuovi partiti” (Pisa University Press, 2018, 283 pagine, 16, 00 euro). Il volume, partendo da alcuni fatti politici che stanno scuotendo l’Europa e che hanno prodotto l’estremizzazione di posizioni politiche e reazioni sociali, ragiona proprio sul significato di “populismo” e “nuova Destra”, nell’accezione adottata largamente da giornalisti e politici. Per gli autori queste categorie vengono usate spesso “in modo vago, non facilmente collocabili all’interno delle conosciute ideologie”. E per questo motivo Andreatta e Sina hanno fatto ricorso a diversi studiosi, invitandoli ad analizzare i concetti di populismo e nuova Destra dal “punto di vista storico, linguistico, politologico, applicando le loro riflessioni a diverse aree politiche e geografiche, in particolare a quelle europee”. (SEGUE)