Roma, 7 ott – Eugenio Marino, del Coordinamento nazionale PD all’estero, in un intervento ha commentato la recente politica della maggioranza sugli italiani all’estero: “Che il futuro per i nostri connazionali nel mondo non fosse roseo si sospettava dai primissimi passi del governo Berlusconi quando, subito dopo il voto, svanivano le chimeriche promesse elettorali. Tutti ricorderanno la letterina da ‘svolgimento corretto al tema’ dell’allora candidato Berlusconi, con la quale si prometteva tra l’altro il ripristino del Ministero degli Italiani nel mondo: a risultato elettorale acquisito la lettera divenne carta straccia e non solo non si nominò un ministro, ma nemmeno un viceministro e nemmeno un sottosegretario con delega unica, bensì un sottosegretario che, tra le mille cose da fare, a tempo perso si sarebbe occupato anche di italiani “del” mondo, come ama definirli. Questo è solo uno dei segnali di quanto gli italiani all’estero non interessassero a questo esecutivo e a questa maggioranza. La premiata ditta Berlusconi-Tremonti ha sempre saccheggiato le risorse destinate agli italiani all’estero, al contrario di quanto hanno fatto i governi del centrosinistra. Nel 1996 fu il governo Prodi ad avviare il processo che portò nel 1998 alla modifica costituzionale e all’introduzione della Circoscrizione estero e dei 18 parlamentari residenti ed eletti all’estero. Eppure non c’erano parlamentari decisivi per le sorti dell’allora maggioranza, ma solo una volontà di valorizzazione di questa risorsa, percepita appunto come tale. Venne poi il governo Berlusconi che introduceva il Ministero per gli Italiani nel Mondo, guidato da Mirko Tremaglia. Come messaggio di benvenuto, nella sua prima Finanziaria, il governo Berlusconi e l’allora superministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, tagliarono più di 31 milioni di euro per gli italiani all’estero nel bilancio di competenza e più di 43 in quello di cassa. L’anno successivo, la Finanziaria stanziò circa 40 milioni di euro, che però non furono nemmeno sufficienti a coprire i tagli dell’anno precedente”.
(SEGUE)