Roma, 29 ott – Tre le scansioni del libro: la prima inquadra il populismo sul piano teorico e concettuale; la seconda raccoglie saggi che affrontano il populismo da una prospettiva empirica e offrono una panoramica ricca del suo multiforme manifestarsi alle diverse latitudini e longitudini; l’ultima parte è una raccolta di saggi sul Front National di Marine Le Pen, in Francia. Si delinea un quadro nel quale da una parte si riscontra la difficoltà e la crisi dei partiti e governi tradizionali in un contesto globale dominato da dinamiche economico-finanziarie transnazionali complesse e ingovernabili, dall’altra il riproporsi con forza dirompente di pericolosi miti nazionalisti e di quella demagogica retorica che, per decenni, si era riusciti a confinare in un angolo e all’irrilevanza. In questo sono facilitati dall’uso della comunicazione effimera del nostro tempo, nella quale vale il presente e l’oggi, dove si perde la memoria storica del ciò che si è affermato e fatto ieri, dove una opinione vale quanto l’altra e indipendentemente dall’autorevolezza e coerenza della fonte che la riporta (anzi, sono messe in discussione proprio le fonti, le autorità, da quelle giornalistiche a quelle economiche o istituzionali), dove gli slogan (quanto più a effetto ed efficaci), anche se impraticabili e irrealizzabili, valgono più di un programma politico, per quanto serio e argomentato. (Ema)