Roma, 30 ott – “Non sono certo io, caro Direttore a volere consegnare alle così dette
idee sovraniste l’intero nostro campo. Al contrario, sono coloro che rifiutano i
confronti e la competizione con i nostri alleati a lasciare che quelle idee
rappresentino ormai quasi tutta la nostra parte politica. E’ arrivato il momento di
metterci in gioco nella consapevolezza che per vincere una sfida bisogna mettere in
conto anche di poterla perdere. Non è facile, lo so. E sempre difficile, come canta
Battiato, trovare l’alba dentro l’imbrunire. Ma non esiste un’altra strada se non il
cambiamento. L’alternativa è il declino e la fine di una storia che non merita di
finire. E anche la fine di una classe dirigente che spera invano di salvarsi chiudendo
porte e raccontando versioni di comodo ai militanti, agli elettori, al proprio capo e
pure a se stessa”. Lo scrive il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in una
lettera al Giornale in risposta ad un editoriale del direttore Alessandro Sallusti. E
prosegue: “Sono convinto, profondamente, che la strada del futuro non sia
riappiccicare i partiti del centrodestra con lo scotch durante le campagne elettorali,
ma che serva davvero rifondare, dopo 24 anni, la nostra parte politica. Devo
sinceramente dire che questa mia convinzione non la riscontro nella gran parte della
classe dirigente del mio partito, Forza Italia, che pure è il partito che ha pagato un
prezzo più alto nelle urne alle ultime competizioni elettorali”, “oggi Forza Italia
appare come un vecchio impero che si culla nei fasti che furono, con un’aristocrazia
incurante dei cambiamenti sociali e governato da una coorte che, ben lontana
dall’eguagliare le virtù del fondatore, giustifica invece i difetti insiti nel
sistema”. “Le mie accuse – conclude – riguardano l’incapacità di mettersi in gioco, di
chiedere al fondatore di potersi misurare democraticamente sulle idee e sui programmi.
E non tra i pochi iscritti rimasti, ma con il mondo che c’è fuori: coloro che negli
anni se ne sono andati, le liste civiche, la società civile”, “abbiamo gigantesche
potenzialità, consiglieri comunali, regionali, parlamentari che hanno voglia di
mettersi in gioco”, “a questo voglio contribuire: alla ricostruzione di un
centrodestra plurale, inclusivo, democratico e meritocratico che aspiri a candidarsi
alla guida del paese”. (red)