Rimini, 30 ott – Il Settore fieristico italiano è una leva di sviluppo importante per il Paese: per questo il Consiglio Direttivo di AEFI-Associazione Nazionale delle Fiere Italiane, dopo aver valutato attentamente tutte le problematiche inerenti il settore e quelle che frenano il suo sviluppo, sta dialogando con le istituzioni per ottenere un’attenzione particolare e un intervento urgente su alcuni temi che vanno affrontati al più presto per evitare di far soccombere il comparto. “In questi ultimi mesi abbiamo dialogato con le diverse direzioni generali del Ministero dello Sviluppo Economico e del MEF portando le istanze del settore fieristico che annualmente genera affari per oltre 60 miliardi di euro e da cui nasce il 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano proprio grazie ai contatti originati durante le manifestazioni – commenta Ettore Riello Presidente di AEFI. – I temi sul tavolo sono diversi e ora il settore fieristico italiano ha bisogno di poter contare sull’attenzione e sul sostegno del Governo per continuare a svolgere il proprio ruolo e a investire nell’interesse delle imprese. Le fiere sono infatti un vero volano per l’economia italiana e dovrebbero essere considerate un investimento per la promozione del Made in Italy nel mondo”. Per molte delle PMI italiane l’export rappresenta infatti l’unico modo per sopravvivere in un’economia globale e le manifestazioni fieristiche rappresentano non solo il palcoscenico dove presentare i loro prodotti ma anche una grande opportunità di business per concludere nuovi contratti e ad aumentare le esportazioni. Le piccole imprese italiane sono da sempre il traino dell’economia del nostro Paese: i dati del Rapporto Cerved Pmi 2017 rilevano infatti che le piccole e medie aziende italiane hanno prodotto nel 2016 un giro d’affari di 871 miliardi di euro, un valore aggiunto di 203 miliardi (il 12,5% del Pil). E non è un caso che il 75,3% delle imprese nazionali veda nelle fiere uno strumento fondamentale per il proprio sviluppo. Le fiere giocano infatti un ruolo di primo piano nell’accompagnare le imprese nel loro processo di crescita e sono il veicolo giusto per raggiungere, a costi contenuti, i mercati esteri, soprattutto quelli lontani e culturalmente diversi. Uno strumento indispensabile soprattutto per le piccole e medie aziende – che caratterizzano il tessuto imprenditoriale italiano – che da sole non avrebbero la forza e i mezzi per approcciare i mercati internazionali. (BIG ITALY / SEGUE)