Roma, 8 ott – Aggiunge Catia Monacelli, direttore del Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti”: “ gli italiani hanno contribuito in ogni campo allo sviluppo economico, sociale e culturale del grande Paese Argentina. Erano emigrati italiani il contadino piemontese Giuseppe Guazzane, diventato il “Re del Grano”, il futuro Presidente Arturo Frondizi, nato in Umbria, precisamente a Gubbio, ed il Direttore generale dei lavori del palazzo presidenziale, la Casa Rosada, il marchigiano Francesco Tamburini, solo per citarne alcuni. E’ importantissimo il contributo che gli italiani hanno dato alla musica, alla danza e al teatro argentini, ed ecco perché è con grande orgoglio che abbiamo concesso il patrocinio ad uno spettacolo dall’alto livello formativo, espressivo ed etico, già ospite del Gualdo Mig Fest. Sorie e musiche migranti, festival multiculturale che si svolge ogni anno nella città”. “Lo spettacolo”, continua Damiano Zigrino “ è una produzione italo – argentina, nata dalla collaborazione tra le due compagnie Politheater Produzioni e Servizi teatrali Città di Castello, insieme ad Andalia con Barjuleta di Tucuman, che è sfociata nel progetto Manipulà (la produzione dello spettacolo è ad opera della rassegna di teatro per ragazzi Valtiberina Bambina a cura di Politheater)”. A forma di formica è una metafora che prende a prestito la personificazione del mondo animale per analizzare la società, intesa nella sua accezione più generale: Feffe è una formica di città, ma una mattina qualcuno la catapulta in un mondo tutto nuovo: il formicaio! Il viaggio della formica Feffe, ci offre spunti interessanti per scoprire il delicato sistema di ruoli che governa la vita all’interno del formicaio. Feffe si interroga sul tema dei rapporti sociali, delle diversità e del lavoro di squadra, analizzato secondo la visione di due paesi lontani, ma vicini.
(Sis)