Buenos Aires, 8 ott – “La programmazione di Rai Italia è lontana dall’essere identificata con gli italiani residenti in America Latina. È un fatto lamentevole che dimostra quanto siamo distanti dalla costruzione di un solido villaggio globale, di una comunità italiana interconnessa a se stessa usando come mezzo la Rai”. Da questa premessa parte Josè Tucci, dei Calabresi nel mondo, per spiegare il modo in cui abbattere la dicotomia centro-periferia, necessario per per creare la cosiddetta ‘informazione di ritorno’. “Noi crediamo che questa dicotomia debba essere superata attraverso una democratizzazione dell’informazione, garantendo alla comunità degli italiani all’estero di partecipare attivamente allo sviluppo della programmazione televisiva della Rai. Oggigiorno siamo abbastanza lontani dal rendere reale tale idea, la programmazione che vediamo tutti i giorni lascia abbastanza a desiderare, le fiction, i programmi di concorsi, ripetizioni di programmi “vecchi” etc. non fanno altro che riflettere una differenza più che sostanziale tra i codici comunicativi che ha la RAI ed i codici degli italiani all’estero”. Tucci spiega che “per uscire da questo paradosso, abbiamo bisogno di recuperare il nostro spazio. Una partecipazione molto più determinante ed attiva nei mezzi di comunicazione, ma anche un nuovo quadro legale, cioè una nuova legge sull’editoria che prenda in considerazione la problematica degli italiani all’estero”.
(Sis)