Roma, 1 nov – Dopo la scelta della contraccezione, i problemi correlati al ciclo rappresentano la seconda questione di maggior interesse. 2 donne su 3 tra i 25 e i 50 anni soffrono di almeno un sintomo (dolore mestruale, ciclo abbondante) che potrebbe far sospettare la presenza di un problema di salute, ad esempio un fibroma uterino. Per quasi 1 donna su 4, i disturbi del ciclo impattano negativamente sulla vita quotidiana; 1 donna su 10 è costretta addirittura a rimanere a casa in “quei giorni”. Ciononostante, il 47% delle italiane e il 44% delle europee che vive fastidi e disagi, dichiara di poterci convivere e li accetta senza consultare un medico, tant’è che, nel caso specifico dei fibromi uterini, solo 1 donna su 10 tra i 25 e i 50 anni riceve una diagnosi, a fronte di una prevalenza stimata del 40%. La menopausa rappresenta il terzo argomento per ordine di importanza, soprattutto per le donne più adulte (40-55 anni). Ciò che spaventa sono i rischi per la salute (43%), piuttosto che l’impatto sulla femminilità (29%) o la vita sessuale (28%). Il 75% delle italiane soffre di almeno un sintomo della menopausa; tra le conseguenze più temute: l’aumento di peso (41%), i disturbi del sonno (24%), l’osteoporosi (24%), la depressione (21%). A dispetto dei timori per i rischi sulla salute, solo il 54% delle donne sintomatiche si è rivolto al ginecologo, ritenendo che la menopausa rappresenti un processo naturale e che non richieda un intervento medico. (PO / red)