Milano, 1 nov – In particolare, se le persone con un’elevata dilatazione pupillare siano percepite come attraenti, calorose e amichevoli. E al contrario, se le persone con le pupille contratte siano percepite fredde, poco attraenti e inaffidabili. Per effettuare la ricerca, sono stati coinvolti cinquanta studenti ai quali è stato chiesto di svolgere un compito in laboratorio. Nello specifico, i partecipanti sono stati invitati a visualizzare sullo schermo di un computer 96 volti di persone sconosciute, con diversi livelli di dilatazione pupillare. In un primo momento, i partecipanti, con l’ausilio di un joystick, dovevano avvicinare a sé i volti con le pupille contratte e allontanare da sé i volti con le pupille dilatate. In una seconda variante del compito le istruzioni sono state invertite: i partecipanti dovevano avvicinare a sé i volti con le pupille dilatate e allontanare da sé i volti con le pupille contratte. Ogni volta che il partecipante muoveva il joystick verso di sé, l’immagine del volto sullo schermo si ingrandiva, dandogli l’impressione che il volto si avvicinasse. Al contrario, quando il joystick veniva spinto, l’immagine con il volto sullo schermo si rimpiccioliva, dando l’impressione che il volto si allontanasse. I risultati hanno mostrato che il desiderio di interagire con le persone presentate sullo schermo era fortemente influenzato dal livello di dilatazione pupillare. I partecipanti alla ricerca erano meno disposti ad avvicinare a sé – movimento indicativo del desiderio di interagire – volti con pupille contratte. Al contrario, i partecipanti erano maggiormente disposti a interagire con le persone le cui pupille erano dilatate. (BIG ITALY / red)