Roma, 10 ott – “Se l’Italia aderirà all’ipotesi di riforma della Politica agricola comunitaria (PAC) avanzata dalla Commissione europea dell’Health Check, oltre 500mila imprese agricole italiane a conduzione familiare perderanno il contributo annuo di 250 euro e verranno di fatto tagliate fuori dalla rete agricola comunitaria, con un grave rischio di emarginazione”. La denuncia è contenuta in una lettera che Acliterra, l’organizzazione professionale agricola delle Acli, ha indirizzato al ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia, e ai presidenti delle Commisioni agricoltura della Camera e del Senato, Paolo Russo e Paolo Scarpa Bonazza Buora, invitando il Governo e il Parlamento italiano ad agire di conseguenza in sede europea per difendere e valorizzare la peculiarità del comparto agroalimentare italiano. “La riforma attualmente ipotizzata della Pac, infatti, non tiene sufficientemente in conto – secondo Acliterra – le specificità territoriali e locali della nostra agricoltura, che compete con le altre per la ricchezza delle sue biodiversità, per la tipicità e la qualità delle sue produzioni. In particolare, la previsione di una soglia minima di aiuti di 250 euro – o di un ettaro di terra lavorato – per l’accesso al regime di pagamento unico per le imprese agricole, avrebbe conseguenze molto gravi per i produttori italiani più piccoli”. (SEGUE)