Questa volta il maltempo ha fatto strage in Sicilia. Dodici morti, nove dei quali all’interno di una villetta (nella foto) inondata dall’esondazione del fiume Milicia, nel palermitano, le cui acque nella notte in pochi minuti sono arrivate fino al soffitto dell’abitazione nella quale si erano riunite due famiglie per il ponte di Ognissanti. Tra le vittime, anche due bambini di uno e tre anni. La tragedia è avvenuta al confine dei comuni di Altavilla Milicia e Casteldaccia, non distante dall’autostrada Palermo-Catania. Altri due morti si piangono a Cammarata, in provincia di Agrigento. Le vittime viaggiavano a bordo di un’auto travolte dalle acque di un torrente fuoriuscito dall’alveo a causa delle pigge torrenziali delle ultime ore. La conta maledetta si chiude di nuovo nel palermitano: a Vicari ha infatti perso la vita un 44enne la cui jeep era anch’essa finita sotto le acqua di un fiume “impazzito”. Fortunatamente è stato invece salvato dai vigili del fuoco il 21enne che viaggiava con la vittima.
Sulla drammatica situazione siciliana il premier Giuseppe Conte ha sottolineato di tenersi in costante aggiornamento con la protezione civile. Il capo dell’esecutivo ha assicurato la sua presenza nell’isola nella giornata odierna per portare tutto il supporto dello Stato alle popolazioni colpite dal flagello del maltempo, che in particolare nel palermitano ha causato pesanti disagi: quindici famiglie sono state evacuate a scopo precauzionale a Castronovo di Sicilia, dove diversi massi si sono staccati dal costone roccioso sovrastante il quartiere di Abadia. Ancora, nella zona di Misilmeri è esondato il fiume Eleuterio. In diverse contrade, tra le quali Piano Stoppa e Risalaimi, alcuni residenti sono saliti sui tetti delle loro case. In particolare, i vigili del fuoco sono stati impegnati in una serie di interventi perportare in salvo persone, anche disabili, intrappolate nelle loro abitazioni invase dall’acqua. Tre squadre sono intervenute nei comuni di Altavilla, Casteldaccia e Ficarazzi.
Ma se il sud piange, il nord non ride. In particolare, la montagna bellunese è in ginocchio. A Rocca Pietore, ai piedi della Marmolada, a una settimana dall’interruzione mancano ancora luce, telefoni e acqua potabile. Le linee elettriche rifatte da Terna dopo la grande nevicata del 2014 sono crollate a causa di una montagna che sembra sgretolarsi, tanto da aver letteralmente cancellato ben duecento chilometri di strade. Una vera e propria apocalisse, causata da una tromba d’aria che in una notte ha disboscato 50 mila ettari di foresta dalla Carnia alla Val di Fiemme. Ci vorrà un secolo, forse anche più, per ridare vita alle foreste: “Cento anni fa la Grande Guerra non rase al suolo i nostri alberi come ha fatto il vento qualche giorno fa”, è arrivato a dichiarare alla stampa il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern.
Intanto le previsioni meteorologiche ribadiscono che il maltempo continua ad essere una presenza costante sul nostro Paese. Un insidioso centro di bassa pressione, situato nei pressi della Sardegna – si legge su Ilmeteo.it – condizionerà il tempo anche nella giornata di odierna. Sarà invece a doppia faccia la settimana entrante: la prima parte sarà caratterizzata da un vero e proprio treno di perturbazioni, responsabili di nuovo maltempo che colpirà buona parte del Paese, mentre la seconda parte vedrà un cambiamento abbastanza radicale.
Domani un primo fronte perturbato, alimentato da correnti meridionali, raggiungerà il Centro-Nord, causando piogge e temporali sparsi, ma abbastanza frequenti, che potranno risultare anche moderati o localmente forti in particolare al Nordest e sul Lazio. Altre precipitazioni – sottolinea Ilmeteo.it – potranno interessare il Sud, come la Campania (fino a Napoli) e la Puglia, segnatamente il Salento.
Nel corso di Martedì 6 giungerà un secondo fronte perturbato, più intenso del precedente, che causerà un intenso peggioramento al Nordovest, con piogge forti soprattutto sul Piemonte e sulla Liguria e con possibili nubifragi sui settori alpini piemontesi e sul levante ligure; precipitazioni poi in estensione al resto del Nord e anche alla Toscana e al Lazio.
Mercoledì 7 e Giovedì 8 arriverà il terzo fronte perturbato, il quale porterà ancora piogge al Nord e su parte del Centro, anche se le precipitazioni risulteranno via via meno intense e meno organizzate.
La vera novità arriverà a partire da Venerdì 9, quando la situazione cambierà radicalmente: l’alta pressione tornerà infatti a conquistare tutta l’Italia, regalando al nostro Paese un secondo weekend novembre piuttosto soleggiato su tutte le regioni, anche se saranno possibili le prime nebbie sulla Pianura padana.
(4 NOV / red)
