Roma, 5 nov – In materia di crimini informatici, molte persone hanno sentito parlare di furto di identità o di dati, e magari ne sono anche state vittime. Tuttavia, sembra che siano poche quelle consapevoli del valore reale delle informazioni digitali in caso di furto. Un nuovo studio di Kaspersky Lab, che ha coinvolto oltre 7.000 utenti di varie nazioni europee, mette in luce una grande paura, diffusa in tutto il continente, legata alla possibilità di furto e di uso illegale dei dati personali, ma mostra anche che gran parte delle persone non è informata sul valore di questi stessi dati e neppure sugli scopi per i quali i criminali potrebbero utilizzarli.
Mentre il 59% delle persone che hanno partecipato alla ricerca di Kaspersky Lab riconosce che le aziende potrebbero cercare di trarre dei profitti dalla vendita dei dati personali a terze parti, il 50% di loro non è consapevole di quanto possano valere quegli stessi dati sia per le aziende, sia per i cybercriminali. Il risultato è che il loro approccio alla sicurezza informatica può essere discontinuo, rendendo la vita facile ai criminali digitali quando si tratta di rubare dati o di commettere reati.
Il fatto è che i dati, anche quelli che la maggior parte delle persone potrebbero considerare come poco importanti, vengono sistematicamente rubati e venduti nel Dark Web. Un esempio: il prezzo delle cartelle cliniche rubate, vendute ad una cifra compresa tra i 70 e i 100 dollari ciascuna, nel 2016, ora è diminuito, semplicemente perché ce ne sono moltissime in circolazione. (SEGUE)