Lussemburgo, 6 nov – L’Ici non pagata dalla Chiesa deve essere recuperata dallo Stato italiano: in tal senso si è pronunciata la Corte di Giustizia dell’Unione europea, che ha annullato la decisione della Commissione del 2012 e la sentenza del Tribunale Ue del 2016, accogliendo il ricorso della scuola elementare Montessori di Roma. La Commissione aveva dichiarato che l’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili (Ici) concessa dall’Italia agli enti non commerciali (come gli istituti scolastici o religiosi) che svolgevano, negli immobili in loro possesso, determinate attività (quali le attività scolastiche o alberghiere) costituiva un aiuto di Stato illegale. La Commissione non ne ha tuttavia ordinato il recupero, ritenendolo assolutamente impossibile. La Commissione aveva affermato, inoltre, che l’esenzione fiscale prevista dal nuovo regime italiano dell’imposta municipale unica (Imu), applicabile in Italia dal 1° gennaio 2012, non costituiva un aiuto di Stato. L’istituto di insegnamento privato Montessori e il sig. Pietro Ferracci, proprietario di un bed & breakfast, hanno chiesto al Tribunale dell’Unione europea di annullare tale decisione della Commissione, lamentando che il fatto che li abbia posti in una situazione di svantaggio concorrenziale rispetto agli enti ecclesiastici o religiosi situati nelle immediate vicinanze che esercitavano attività simili alle loro e potevano beneficiare delle esenzioni fiscali in questione. La Commissione aveva obiettato che né la Scuola Montessori né il sig. Ferracci soddisfacevano le condizioni per rivolgersi ai giudici dell’Unione, previste dall’articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue). Con sentenze del 15 settembre 2016, il Tribunale aveva dichiarato i ricorsi ricevibili, ma li aveva respinti in quanto infondati. La Scuola Montessori e la Commissione hanno proposto quindi impugnazioni contro tali sentenze. (UE / SEGUE)