Sarajevo, 7 nov – Dopo un’intensa giornata di lavoro si è concluso ieri il I Business Forum Italia-Bosnia Erzegovina, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Sarajevo per riunire le imprese italiane in Bosnia Erzegovina e analizzare punti di forza, sfide e prospettive della presenza economica italiana in questo Paese. La discussione è stata aperta dal saluto dell’Amb. Minasi, che ha ricordato che l’Italia è il secondo partner commerciale della Bosnia Erzegovina e che le oltre 70 imprese italiane qui presenti impiegano oltre 10 mila cittadini bosniaci, e dagli interventi del Primo Ministro della Federazione, Fadil Novalic, del Direttore della BERS a Sarajevo, Ian Brown, e del Presidente di FINEST, Gian Carlo Murkovic, l’Agenzia che promuove gli investimenti delle imprese delle Regioni Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Il dibattito si è articolato in 4 intense sessioni che, a partire dalle esperienze delle realtà imprenditoriali italiane nel Paese, hanno approfondito temi cruciali per lo sviluppo dell’economia della Bosnia Erzegovina nel suo complesso. Tra essi, la necessità di rafforzare i legami tra il sistema scolastico e universitario ed il mondo del lavoro; l’importanza di assicurare prospettive che vadano oltre il solo livello salariale per disincentivare l’elevato tasso di migrazione dei giovani più capaci; e la richiesta di maggiore ascolto delle esigenze delle imprese da parte delle autorità locali, che raramente riescono a promuovere adeguatamente le risorse e le potenzialità della Bosnia Erzegovina all’estero. Un approccio costruttivo in questi settori offrirà ulteriori stimoli all’aumento degli investimenti da parte delle imprese italiane, i cui i buoni rapporti con la comunità locale costituiscono uno dei maggiori punti di forza. Al riguardo, l’Amb. Minasi ha portato l’esempio dei Patti Territoriali tra autorità locali, mondo produttivo e settore dell’istruzione quale possibile modello da seguire anche in Bosnia Erzegovina. (BIG ITALY / SEGUE)