Roma, 8 nov – La giornata è stata inoltre l’occasione per un confronto diretto ed informale tra la Commissione Europea e la comunità italiana della R&I, moderato da Marco Falzetti, direttore di APRE. Paquet ha risposto alle sollecitazioni degli stakeholders italiani sui contenuti della proposta della Commissione, spaziando dagli schemi di finanziamento dedicati alle PMI a quelli per la ricerca di frontiera collaborativa (FET), alle possibili sinergie tra programma quadro e fondi strutturali, al ruolo delle scienze umane e sociali all’interno del programma. L’evento si è chiuso con uno scambio di vedute tra alcuni dei principali protagonisti del sistema italiano della R&I (rappresentanti del mondo accademico, della ricerca e dell’industria): sono intervenuti Massimo Inguscio (Presidente CNR), Maria Cristina Messa (Leonardo Spa – Presidente Gruppo di Lavoro R&I europea di Confindustria), Cristina Leone (Rettore Università Milano Bicocca – CRUI) ed Ernesto Ciorra (Direttore Innovazione e Sostenibilità Enel)
La posta in gioco è alta. Horizon Europe, che prenderà ufficialmente il via il 1° gennaio 2021, fisserà le priorità politiche dell’Unione Europea in materia di Ricerca e Innovazione per il prossimo decennio, definendo inoltre i criteri secondo cui i ricercatori e gli innovatori accederanno ai fondi europei per R&I dal 2021 al 2027.
Il percorso di approvazione del successore di Horizon 2020 è in pieno svolgimento: a giugno scorso, la Commissione europea ha pubblicato la propria proposta legislativa, suggerendo di dedicare a Horizon Europe 94,1 miliardi di euro, poco più del 7% del bilancio di lungo termine 2021-2027. Il dossier è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, che si pronunceranno nelle prossime settimane sulla proposta della Commissione, in attesa dell’apertura nel negoziato inter-istituzionale. L’obiettivo delle istituzioni europee è definire il testo finale del programma entro la primavera del prossimo anno, prima delle elezioni di maggio 2019.
L’Italia è il quinto paese europeo per contributo finanziario ottenuto nei primi quattro anni di Horizon 2020 (2014-2017): è quanto emerge dallo studio appena pubblicato da APRE . Nei primi quattro anni dell’attuale programma di finanziamento, l’Italia si è assicurata l’8,3% del budget assegnato dall’UE, pari a circa 2,4 miliardi di euro in progetti tra il 2014 e il 2017 (il contributo complessivo ammonta a oltre 29 miliardi di euro). I 6.789 enti italiani, che hanno beneficiato del finanziamento, rappresentano il 9,8% del totale di quelli finanziati in Horizon2020.
(BIG ITALY / red)
