Roma, 14 ott – Bucchino spiega che “se le parole del sottosegretario hanno un senso, questo significa che i tagli del 50% previsti dalla finanziaria del 2009 per i corsi di lingua e cultura italiana sono solo il primo atto della soluzione finale del sistema di sostegno pubblico alla diffusione della lingua italiana nel mondo. Che si apra un processo nel quale l’autofinanziamento, combinato con il contributo dei privati, possa progressivamente spostare l’asse dell’intervento verso una maggiore autonomia, lo comprendiamo e lo auspichiamo. Che dall’oggi al domani si decida per ragioni finanziarie e contabili di eliminare qualsiasi partecipazione pubblica a questo sistema di presenza dell’Italia nel mondo, significa semplicemente avviare una fase tellurica, dopo la quale resteranno solo macerie. Non è in gioco solo la sopravvivenza di quegli enti gestori ai quali non molti anni fa lo stesso governo italiano volle affidare le attività di diffusione dell’italiano all’estero, è in gioco anche la rete di rapporti e di presenze che l’Italia ha costruito nel corso di molti anni in campo internazionale. Gli enti gestori, le associazioni, i genitori di fronte a queste prospettive non hanno niente da dire? Prima che sia troppo tardi – e i tempi delle decisioni parlamentari sono ristrettissimi – tutti coloro che hanno a cuore l’interesse delle collettività italiane e il prestigio dell’Italia nel mondo si facciano sentire. Lo ripeto: prima che si superi la soglia di non ritorno”.
(Sis)