– “Se l’obiettivo della conferenza era trovare una soluzione a tutti i problemi della Libia, è stato un insuccesso. Ma è emersa una analisi assolutamente condivisa tra i libici dei problemi e del percorso da fare, e si è registrata una ampia adesione da parte della comunità internazionale, che non deve fare ingerenze ma il cui sostegno può favorire questo processo di stabilizzazione di cui deve essere padrone il popolo libico”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa finale della conferenza di Palermo sulla Libia, nella quale ha tenuto banco il comportamento del generale Haftar, la cui presenza è stata in dubbio fino alla fine: il leader del Parlamento di Tobruk è giunto fino a Palermo per incontrare Conte e altri ministri in vertici bilaterali, senza però partecipare effettivamente alla Conferenza. “Il generale Haftar mi aveva già dato la propria parola d’onore sul fatto che sarebbe venuto, per questo non mi sono preoccupato affatto per le voci secondo cui avrebbe disertato” ha detto Conte. Tensioni in aula, con la delegazione della Turchia che ha abbandonato i lavori. “Mi è dispiaciuto che la Turchia si sia allontanata, non ce l’hanno affatto con l’Italia e questo non altera il clima positivo registrato. Qualche fibrillazione era inevitabile tra 30 paesi partecipanti”. Per l’inviato Onu per la Libia Ghassan Salamè “la conferenza nazionale che organizzeremo in Libia nelle prime settimane del prossimo anno è resa più facile da questa conferenza. Ho visto un sostegno unanime e c’è stato un impegno chiaro dei libici presenti. Mi sento più tranquillo sull’indire questa conferenza e sul suo esito”.