Roma, 14 nov – Tra le innumerevoli differenze che presentano un prodotto di un marchio commerciale e uno di origine geografica tipica, una più di ogni altra salta particolarmente all’occhio: mentre il primo può essere realizzato (più o meno) in ogni parte del mondo, questo assunto non può valere per il secondo, in quanto fiore all’occhiello di un determinato territorio e rappresentante di una specifica tradizione produttiva. Può dunque un Paese sviluppare un sistema di protezione dei propri prodotti alimentari tipici, liberandosi dal giogo delle imposizioni commerciali? È possibile aspirare a produzioni agricole sostenibili e di alto valore aggiunto, che valorizzino le proprie terre, senza sfibrarle? È anche e soprattutto a questo interrogativo che si cercherà di dare una risposta nell’ambito della III Settimana della Cucina Italiana, che si terrà dal 19 al 25 novembre 2018, a Luanda come nel resto del mondo, sulla scorta del successo delle edizioni precedenti: nel 2017 sono stati infatti organizzati più di 1.400 eventi in ben 108 Paesi. (BIG ITALY / Ema / SEGUE).