Haifa, 14 nov – “Si tratta di dati allarmanti – ha commentato la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente WAidid e Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia – che impongono all’Italia di intervenire concretamente per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Con lo sviluppo di questo test, l’Università degli Studi di Perugia si fa portavoce di un impegno che mira a ridurre la resistenza agli antibiotici sia a livello internazionale sia nella pratica clinica quotidiana. Si tratta di una importante rivoluzione in campo diagnostico: il test interpreta i segnali del sistema immunitario e distingue con una sensibilità superiore al 90% le infezioni batteriche da quelle virali. Questo consente al medico di prescrivere i farmaci in maniera più consapevole, limitando l’uso di antibiotici che si rivela non necessario in oltre il 50% delle prescrizioni”. La necessità di ottenere i risultati di questo test in tempi brevi ha portato, inoltre, allo sviluppo di MeMed Key™, una pionieristica piattaforma di piccole dimensioni e di facile utilizzo che consente di eseguire il test in 15 minuti e che garantisce livelli di precisione uguali a quelli delle grandi piattaforme di analisi immunologiche disponibili presso laboratori centralizzati. Si tratta di un dispositivo Point-of-Care (POC), dunque eseguibile vicino al paziente o nel luogo nel quale viene fornita l’assistenza sanitaria. I risultati, pronti in tempi brevi, permettono al medico di individuare in maniera tempestiva la terapia corretta da somministrare al paziente. A differenza della maggior parte delle soluzioni convenzionali che cercano di rilevare batteri o virus, questo approccio offre vantaggi che vanno al di là della velocità e della precisione: è, infatti, possibile diagnosticare casi in cui l’infezione è localizzata in sedi non facilmente accessibili grazie al fatto che i biomarcatori immunitari studiati circolano in tutto il corpo; può prevenire falsi allarmi dovuti al rilevamento di batteri o virus che sono semplici spettatori e non causano la malattia; identifica infezioni batteriche aggressive al loro esordio. Si tratta, quindi, di un prezioso strumento nella lotta contro i batteri resistenti, una delle maggiori sfide del nostro tempo per il settore sanitario, che potrà trovare applicazione non solo nei reparti ospedalieri ma anche nelle strutture di Pronto Soccorso e negli ambulatori. (BIG ITALY / Red)