(di Isabella Liberatori) Roma, 13 nov – Primo Di Nicola, senatore del Movimento 5 Stelle ed ex giornalista, parla a 9colonne di editoria e libertà di stampa.
Il settore dell’editoria è in crisi, il governo e il M5S che cosa intendono fare?
“I governi rispetto all’editoria fanno ciò che devono fare i governi. La crisi dell’editoria viene da lontano ed è di sistema. C’è un calo delle copie vendute e degli introiti dalla pubblicità. La domanda è cosa possono fare le aziende editoriali per rilanciarsi e riacquistare i favori dei lettori”.
Ma l’informazione è un bene primario?
“Certo. Non solo primario ma fondamentale per la salute di ogni democrazia. E’ un bene tutelato dalla Costituzione che anche il M5S vuole proteggere. Noi vogliamo giornalisti liberi e non giornalisti amici. Rispetto al tema della libertà dell’informazione c’è però una questione che riguarda gli assetti nel settore in Italia”.
Ossia?
“L’informazione nel nostro Paese si porta un peccato originale, ossia le commistioni, i conflitti di interessi che riguardano la politica e l’economia. Le proprietà dei giornali e delle tv sono detenute, in larghissima parte, da imprenditori che hanno altri scopi primari oltre la buona editoria”.
Ma i costi dell’informazione sono possibili in questa fase di crisi dell’economia in generale?
“L’informazione per essere credibile deve essere indipendente. Ci vogliono editori puri. Il sistema dell’assistenza e delle provvigioni pubbliche in Italia si è rivelato una dei settori in cui il malaffare ha governato. Penso all’editoria di partito e a quella ‘libera’. Il sistema delle provvigioni pubbliche ha prodotto un numero considerevole di truffe. Ma, al di là di questo è bene abituarsi al concetto che l’informazione deve essere credibile, deve essere ed apparire libera ed indipendente. Pensare di avere un’informazione assistita dallo Stato non fa bene al rapporto con i lettori”.
Ci fa un esempio di informazione libera ed indipendente?
“Penso al Fatto Quotidiano o alle iniziative editoriali di Belpietro: La Verità e Panorama. Riescono a sopravvivere senza provvigioni pubbliche. Certo ci sono problemi tipici della situazione italiana, la crisi che ha ingigantito la flessione degli introiti pubblicitari, ma i lettori non sono scomparsi, ci sono e bisogna conquistarseli. Ovviamente il Movimento 5 Stelle, per i poteri che spettano al Parlamento, farà di tutto per creare le condizioni migliori nelle quali possano crescere e fiorire gli editori puri”.
Infine la libertà di stampa come si può promuovere?
“Non è la prima volta che tra politica e giornalismo nascono polemiche. Quello che però voglio sottolineare è che il Movimento 5 Stelle ha a cuore l’informazione e al di là delle polemiche quello che conta sono gli atti. Quelli del Parlamento e del Governo. C’è la volontà da parte del Movimento di creare le condizioni legislative nelle quali i giornali possano affrontare l’emergenza e avviarsi verso una riorganizzazione del sistema nella quale abbiano la possibilità di crescere i giornali editati dagli editori puri”.