Roma, 15 nov – “La missione oggi non conosce più frontiere: alla stagione dei fidei donum – caratterizzata dall’invio di sacerdoti italiani a diocesi mancanti di clero – è subentrata una sempre maggiore presenza di preti di altri Paesi a servizio delle diocesi italiane. Nella sua reciprocità tale esperienza è espressione di comunione, cooperazione e scambio tra le Chiese, secondo la prospettiva evangelizzatrice rilanciata dal Concilio Vaticano II”. Così l’Assemblea Generale dalla Conferenza Episcopale Italiana, che si è chiusa oggi a Roma e che, come si legge in una nota, è soffermata su questo tema per mettere a fuoco le convenzioni che regolano tale servizio. “Passa, infatti, anche da una chiarezza di rapporti la condizione per una presenza feconda che arricchisca la Chiesa che accoglie e, nel contempo, riduca le difficoltà relative al necessario rientro nella diocesi di origine” prosegue la nota. I Vescovi hanno ribadito “l’importanza di muoversi secondo criteri che consentano una cooperazione ordinata, sensata e generativa, a partire da quel discernimento nell’accoglienza, che costituisce le premesse di ogni attuazione pratica”. (red)