Bologna, 15 nov – Almacube è infatti stato identificato, nel piano strategico dell’Alma Mater al 2021, come lo strumento per supportare lo sviluppo di nuovi progetti imprenditoriali nati da studenti, neolaureati, ricercatori, docenti e personale dell’Università di Bologna. Dal 2017 l’incubatore è stato rinnovato ed opera oggi con un modello a tre Business Unit: una dedicata alle startup studentesche, una al mondo della ricerca e degli spin-off, ed una al mondo delle aziende e dell’Open Innovation. Complessivamente l’accordo – che ha previsto anche la creazione di un Comitato Operativo congiunto tra le tre realtà sottoscrittrici – si inserisce in un disegno più ampio che l’Ateneo sta portando avanti, finalizzato a creare impatto sui territori, non solo con le più tradizionali attività di formazione e ricerca, ma attraverso attività di terza missione con l’obiettivo di favorire processi di innovazione, di evoluzione di competenze tecnologiche e di imprenditorialità. Per i prossimi mesi, l’Università di Bologna potenzierà vari progetti, tra cui: la realizzazione di spazi di coworking (AlmaLabor) presso l’Hub Imprenditorialità di via Ugo Foscolo, il programma “Proof of Concept d’Ateneo” (PoC Unibo) per favorire le potenzialità di valorizzazione commerciale delle tecnologie sviluppate nei laboratori di ricerca dell’Università di Bologna, la realizzazione di percorsi formativi “Winter School” per studenti di dottorato di ricerca Unibo finalizzati a creare consapevolezza sull’imprenditorialità in un clima multidisciplinare. La collaborazione tra Unibo, Intesa Sanpaolo e Almacube prevede anche un impegno verso iniziative dalla forte valenza sociale, come lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali sostenibili in Africa (Student for Africa), un progetto che ha già suscitato interesse e contributi da parte di realtà imprenditoriali multinazionali. (SEGUE)