Firenze, 15 nov – Il programma di cooperazione Italia-Francia marittimo comprende un’area di sessantamila chilometri quadrati, coinvolgendo sette milioni di cittadini, dalle coste della Toscana alla Liguria, dalla Corsica alla Sardegna fino alla regione francese della Provenza, Alpi e Costa Azzurra. Si tratta di uno specchio di mare su cui si affacciano 18 porti commerciali, otto aeroporti e 466 siti Natura 2000, ovvero siti di interesse comunitario (355 solo in Italia) istituiti per difendere habitat e specie animali e floreali minacciate. La tutela dell’ambiente, delle acque ma anche dell’aria, e i cambiamenti climatici sono uno dei focus più importanti su cui si sono succeduti negli ultimi anni numerosi interventi. Ma lungo i 4.200 chilometri di coste italiane e francesi coinvolte dal programma, caratterizzate da un patrimonio culturale e naturale di sicuro valore e che hanno potuto contare su oltre 199 milioni di euro a disposizione (di cui quasi 170 provenienti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale), si è intervenuti anche su snodi viari, sui trasporti di merci e passeggeri e sulla sicurezza in mare, sulle ciclabili da pianificare all’interno di un itinerario turistico comune, per il sostegno alle piccole e medie imprese e all’imprenditorialità, per la creazione di piattaforme di servizi. Tra le buone pratiche comuni si segnalano nel contrasto dei rischi ambientali la creazione di reti e la firma di accordi tra i sedici parchi naturali dell’area, la gestione congiunta del problema dell’erosione della costa, il monitoraggio anche delle condizioni meteo che, per quanto riguarda la sicurezza in mare, vede ad esempio in costruzione una rete di antenne radar a bassa frequenza e sensori per il rilevamento dei venti in porto. (red / UE)