Roma, 17 ott – Tornando alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, Frattini sottolinea “come essa sia nata per rilanciare l’attenzione e l’interesse nei confronti dell’italiano al di fuori dei nostri confini, e puntare i riflettori sulla sua promozione, in modo che rimanga fra le priorità di tutti gli attori che operano per la diffusione della nostra cultura all’estero. L’azione di Istituti Italiani di Cultura, ambasciate, consolati e altri soggetti come i lettorati, le cattedre di italiano, le scuole italiane e bilingui, i comitati della Dante Alighieri, può avere un impatto maggiore soprattutto quando si opera insieme. Il caso della “Settimana” è quindi un esempio positivo di come il sistema paese può agire unito per un unico fine. Mi vorrei soffermare anche sul tema di quest’anno, ‘L’Italiano in piazza’, che risulta particolarmente evocativo ed appropriato, poiché richiama e sottolinea la funzione di comunione e di scambio che lega una lingua, l’italiano, a un luogo, la piazza. Nella piazza la lingua evolve e si sviluppa, e parlare di piazza significa parlare del rapporto con il territorio, con la cultura e la storia che sono cresciute in esso. La piazza è il luogo della discussione, del dialogo, della conoscenza reciproca, per questo il tema evoca da un lato la cultura italiana, che tanto deve alle piazze dei suoi infiniti centri storici, e dall’altro la funzione di comunicazione e scambio che la lingua da sempre possiede. La piazza – conclude Frattini – è come una raffigurazione concreta della lingua, e l’italiano racchiude nella sua ricchezza e vivacità lo spirito delle mille piazze che caratterizzano i nostri centri abitati, nella loro millenaria storia così legata a quella dell’intera Europa”.
(Sis)