Roma, 16 nov – Nella proposta del Cgie ci sono poi alcune misure che dovrebbero essere messe in campo in una fase transitoria, prima che si arrivi al voto telematico. Sullo scrutinio, in particolare, si propone “l’istituzione, presso le Corti d’appello di Roma, Firenze, Milano e Napoli, degli uffici centrali per lo spoglio, ciascuno competente per una delle Ripartizioni estere”, si legge ancora nellA proposta. Questo “al fine di migliorare le operazioni di scrutinio, fino a oggi centralizzati a Castelnuovo di Porto, che ha creato – riflette il Cgie – disfunzioni e criticità non indifferenti nelle passate tornate elettorali e referendarie”. E’ sull’inversione dell’opzione, invece, che la discussione si è animata. La proposta iniziale che la III Commissione del Cgie ha presentato ieri prevedeva l’istituzione di un apposito elenco dei cittadini italiani residenti all’estero (tenuto presso l’Ufficio elettorale istituito in ciascun consolato) costituitosi a partire da un’opzione fatta dagli stessi cittadini che manifestano la volontà di esercitare il diritto di voto. Dopo la discussione di questa mattina, si è arrivati alla conclusione di “verificare le potenzialità che potrebbero arrivare dall’opzione inversa senza ridurre e penalizzare la partecipazione al voto”, ha precisato il segretario generale del Cgie Michele Schiavone. (SEGUE)