Perugia, 20 ott – “Per favorire la coesione sociale e l’integrazione è fondamentale un luogo ‘plurale’ di confronto per i cittadini non comunitari che lavorano e risiedono in Umbria, ma è anche urgente eliminare storture e limiti di una legislazione ormai troppo datata”. Lo ha detto l’assessore all’Immigrazione della Regione Umbria, Damiano Stufara, introducendo i lavori stamani a Perugia della riunione di insediamento della “Consulta regionale dell’Immigrazione”, l’organismo previsto dalla legge regionale per far fronte ai problemi dei lavoratori extracomunitari e delle loro famiglie. L’incontro è stato organizzato per discutere il primo rapporto sulla condizione dei migranti in Umbria e per esprimere un parere sul “Programma 2008” relativo agli interventi in materia. All’appuntamento erano presenti dirigenti regionali e membri neo-eletti nella Consulta, in rappresentanza delle comunità straniere e delle organizzazioni produttive e sindacali, dei patronati, del mondo della cultura, dell’istruzione e del tempo libero.“Le politiche pubbliche dell’immigrazione – ha commentato l’assessore Stufara – sono un aspetto cruciale del nostro quotidiano. Il futuro sarà sempre più basato sull’intreccio tra diversi popoli e, dunque, bisogna trovare le ragioni e le strategie che consentano una convivenza fruttuosa nel rispetto delle regole comuni. Occorre però dotarci di strumenti di conoscenza. È per questo che abbiamo dato incarico all’‘Aur’ di studiare ed interpretare i flussi di immigrazione presenti in regione”.Secondo i più recenti dati della Caritas e del ministero della Pubblica Istruzione in possesso della Consulta, in Umbria gli immigrati regolari (comunitari e non) sono quasi 78mila, con una incidenza sulla popolazione residente (quasi 873mila) dell’8,9 per cento (+2,7 per cento rispetto al dato nazionale). Nel Perugino, le comunità più numerose sono la albanese, la marocchina, l’ucraina, l’ecuadoregna e la macedone; rumeni albanesi, ucraini, macedoni e moldavi sono in maggioranza nel Ternano. (SEGUE)