Napoli, 20 nov – “La dieta mediterranea deve garantire il solco di una tradizione e le biotecnologie devono essere al servizio della tradizione. Occorre, poi, rafforzare i controlli perché i consumatori sono sempre più consapevoli e vogliono avere informazioni dettagliate su cosa mangiano. Infine, dobbiamo pensare ad un osservatorio sul Mediterraneo, che è il mare della biodiversità e, per la sua ricchezza, è il più importante al mondo”. Pascale si e’ soffermato in particolare sul fatto “che si pesca troppo e che, man mano che si è pescato di più, i pescatori sono andati sempre più in crisi. La soluzione, quindi, non è incrementare la quantita’ di pescato, ma selezionare cosa pescare e per fare questo e’ necessario studiare meglio gli ecosistemi marini ed adottare una normativa internazionale”. Infine Anastasio, che ha evidenziato come il pesce rappresenti “una parte fondamentale di una dieta salutare per la loro composizione proteica e lipidica. Tuttavia alcuni fattori ne condizionano il consumo e vanno superati. Oltre alla ridotta shelf life, due importanti elementi rappresentano una barriera al consumo di pesce fresco: la considerazione del prodotto ittico come un pasto che necessita di tempo per la preparazione e lo scarso appeal del pesce fresco per i bambini”. La Regione ha partecipato al salone professionale – che si conclude oggi – con un’area espositiva nella quale ospita le aziende agroalimentari campane e, per la prima volta, anche le PMI del comparto della pesca e acquacoltura selezionate con avviso pubblico. “Qui a Gustus – ha aggiunto Alfieri – diamo il via al Programma di promozione del pescato nostrano, delle eccellenze ittiche del nostro mare. Infatti, al pari degli altri settori merceologici, anche per il comparto pesca e acquacoltura abbiamo voluto adottare un Programma di manifestazioni fieristiche per promuovere e valorizzare il prodotto ittico campano sia a livello regionale, nazionale ed europeo, prevedendo un insieme di azioni a sostegno della partecipazione sia alle fiere di settore sia a quelle dedicate all’ agroalimentare. Intendiamo promuovere il pescato della Campania in tandem con la Dieta mediterranea, patrimonio immateriale Unesco e bandiera di uno stile di vita e alimentare sano e sostenibile. Occorre, però, che gli operatori del comparto si impegnino per superare i limiti della dimensione troppo spesso piccola delle nostre imprese, facendo rete perche’ la parola chiave e’ cooperazione”. (Sal / Com)