Roma, 20 nov – Si studieranno gli effetti dei raggi cosmici sugli astronauti con “Lidal”; sul processo di rigenerazione cellulare con “Xenogriss” a cui hanno partecipato anche gli studenti dell’Itis Meucci di Firenze; sull’alimentazione con “Nutriss”; sull’udito con “Acoustic Diagnostics”; su alcune malattie degenerative del sistema nervoso come l’Alzheimer con “Amloyid Aggregation”. Il “Mini-Euso” osserverà l’atmosfera terrestre dallo spazio per studiare fenomeni come fulmini e meteore. L’Iperdrone sarà un test finalizzato a sviluppare un sistema di rientro a Terra dall’orbita terrestre. In questi giorni è stato, inoltre, messo in servizio “Cimon” “un modo per interfacciarsi con I‘intelligenza artificiale, – come ha anticipato Parmitano – sarà interessante vedere se si creano ostacoli, se ci si rapporta senza pensare che sia un robot creato dall’uomo. Mi piacerebbe pensare che questa intelligenza artificiale aiuti a individuare passaggi astrusi di un esperimento e nella lettura di procedure complesse. Il bello – ha concluso Parmitano- sta proprio nel non sapere quale direzione possano prendere questi esperimenti”.
Prima dell’astronauta Luca Parmitano numerosi sono stati gli italiani che sono saliti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nel 2001 Umberto Guidoni fu il primo astronauta europeo a mettere piede sulla Iss che aveva contribuito ad assemblare; Roberto Vittori, il primo europeo a visitare due volte la Iss; Paolo Nespoli, per tre volte sulla Stazione spaziale; Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio e la seconda al mondo per tempo di permanenza in orbita. (BIG ITALY / red)