Roma, 20 nov – “Per quanto riguarda le migrazioni non abbiamo deciso di costruire muri e isolarci” assicura il rappresentante del governo britannico in Italia, aggiungendo: “Per il futuro proponiamo un modello di partnership per la mobilità del lavoro che permetta alle aziende di fornire il personale ove necessario e permetta il trasferimento temporaneo di alcune professioni. Non vogliamo vedere i visti – precisa l’ambasciatore – non abbiamo alcuna intenzione di imporre i visti per gli studenti, per i visitatori, per i turisti e per coloro che sono temporaneamente nel Regno Unito per motivi di affari”. “Riteniamo – aggiunge Jill Morris – che sia fondamentale tutelare la mobilità dei giovani: secondo le statistiche nell’anno accademico 2016-17 più di 16 mila studenti italiani hanno scelto il Regno Unito. Al momento gli studenti Ue hanno agevolazioni finanziarie e quote di iscrizione simili ai colleghi britannici o comunque ridotte rispetto agli studenti provenienti da paesi terzi: vorrei chiarire che non ci saranno ritocchi ai costi di iscrizione per tutto il 2019 incluso l’anno accademico 19-20. Il governo britannico ha garantito che nulla cambierà per il momento, per quanto riguarda la situazione futura per il periodo post Brexit non sono state ancora prese decisioni” ma “nessuna decisione – puntualizza l’ambasciatore britannico – dovrà inficiare la proficua collaborazione in ambito scientifico e culturale tra Regno Unito e Ue: non intendiamo impedire l’accesso agli atenei britannici agli studenti e ai ricercatori italiani ed europei né porre limiti alla volontà dei giovani britannici di accedere alle università italiane. Questi scambi sono vitali” sostiene il diplomatico. “Regno Unito e Italia hanno trovato spazio, energie e aree di comune interesse per rafforzare la cooperazione bilaterale in ambito artistico e culturale” e “puntiamo a iniettare sempre nuove energie e idee per realizzare iniziative e connessioni artistico-culturali che esaltino l’intesa tra i due Paesi” sottolinea inoltre nel corso dell’audizione, annunciando che per la prima volta nel 2020 è prevista un’iniziativa bilaterale con eventi sia nel Regno Unito che in Italia. “Stiamo lavorando con il Mibac – spiega l’ambasciatore britannico a Roma – per la conclusione di un memorandum d’intesa sulla cooperazione culturale”. (PO / Roc)