Roma, 21 nov – Attraverso il richiamo a grandi popolazioni antiche, al buio destino degli schiavi cristiani o musulmani, alle contemporanee migrazioni di massa, il libretto di Vanoli ferma sulla carta una chiara fotografia della complessità umana e storico-politica che caratterizza da sempre il Mediterraneo, inserendosi a pieno titolo in quel filone di pubblicazioni sul mediterraneismo che, nonostante tutti gli sforzi editoriali, sono ancora e malauguratamente troppo poco letti dal pubblico di massa. La storia che Vanoli racconta, con temi e linguaggio seducente, dalle rotte verso Oriente e le deportazioni militari, all’incontro e scontro fra religioni, chiarisce come la storia abbia reso il Mediterraneo un unicum della storia umana, un naturale crocevia di culture, popoli e lingue che non può essere cambiato da alcuna volontà ostinata a non prendere atto di quanto avvenuto nei millenni passati. Un libro, quindi, che permette al lettore di capire come il presente e la globalizzazione non possono che continuare a costruire, almeno nel Mediterraneo, un destino comune. (Ema)