Roma, 21 nov – Salvini e Di Maio “hanno messo in campo una strategia non troppo diversa da quella che permise anni fa al famoso stopper del Cagliari Comunardo Niccolai di passare alla storia: il metodo dell’autogol”. Lo afferma Matteo Renzi in una intervista a Il Foglio. “Le affermazioni e le promesse di Salvini e Di Maio hanno reso l’Italia un paese meno affidabile, meno credibile, più a rischio, meno attrattivo per gli investimenti stranieri. Hanno messo in pericolo le nostre banche e hanno procurato all’Italia un danno che, quantificato solo sugli interessi in più che il nostro paese pagherà nel 2019 sui titoli di stato, già oggi vale sei miliardi di euro. E la ragione per cui sta succedendo tutto questo mi sembra piuttosto evidente: Salvini e Di Maio hanno scelto di aggredire tutte le riforme che negli ultimi anni hanno permesso all’Italia di diventare un paese più affidabile, più credibile, e lo hanno fatto prendendo di mira alcune riforme chiave che dal 2014 in poi hanno permesso al nostro paese di diventare nuovamente attrattivo. Parlo naturalmente della riforma del lavoro e parlo naturalmente della riforma delle banche popolari. Se l’Italia negli ultimi anni non è andata a gambe all’aria è stata anche per queste riforme”. E prosegue: “Come si fa a produrre crescita o ricchezza o lavoro se i soldi si spendono per dare incentivi a stare sul divano di casa e per creare leggi come il reddito di cittadinanza che piuttosto che generare lavoro sono destinate ad alimentare il lavoro in nero?”. L’ex premier sostiene che “Salvini è un bluff. Pensavamo fosse come Batistuta ma sta dimostrando di essere come Oscar Dertycia: e questa la capiscono solo i tifosi della Fiorentina. Salvini è un leader spregiudicato nella comunicazione”, “ma è un doroteo quando si parla di meccanica politica e io penso che non abbia alcuna intenzione di andare alle elezioni anticipate”, “è un bluff Salvini così come è un grande bluff il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio, che tra Ischia, i condoni e l’alleanza con il partito che porta i soldi in Tanzania, ha perso tutta la sua presunta verginità”. E conclude: “La cialtronaggine non paga. Il tempo è galantuomo e sta mostrando i primi segnali: la doppia condanna di Marco Travaglio è solo l’inizio di un percorso che ci vedrà in tribunale prima e sui media poi all’attacco contro i profeti dell’odio”. (red)