Roma, 21 nov – “Poco dopo la sconfitta del 4 marzo, tutti -in primis Paolo Gentiloni e Graziano Delrio – mi hanno chiesto di fare un passo di lato e di restare fuori dalle dinamiche del Pd al prossimo congresso. Come se ciò che era accaduto fosse dipeso solo da me. Del resto se la sinistra perde dal Brasile alla Baviera, se i socialisti francesi e olandesi stanno al 5per cento, notoriamente, è anche lì per colpa del mio carattere. Mi colpisce la mancanza di serenità nel giudizio da parte di chi dopo aver avuto tutto grazie al nostro coraggio, ora pugnala alle spalle. Ma lo stile è come il coraggio di don Abbondio: chi non ce l’ha non può darselo. Da parte mia vivo con grande serenità questa richiesta: mi chiedono tutti di star fuori, starò fuori. Adesso non hanno alibi: facciano un bel congresso. Io intanto giro il mondo, leggo Iibri, studio. E faccio il senatore di Firenze”. Così l’ex segretario del Pd Matteo Renzi in una intervista a Il Foglio. Questo significa che non farà campagna per Minniti? “Chi conosce Marco Minniti sa che difficilmente si può considerare espressione di una qualche corrente: è più credibile considerarlo un capellone che non un uomo di corrente. E poi diciamola tutta: ho sempre rifiutato di fare la corrente. Lo considero un errore politico nel tempo dei partiti sui social, lo considero un suicidio per il Pd che vive di fuoco amico”, “Prima di fare una corrente – l’ho detto ai miei amici – restituisco la tessera”. Inoltre assicura: “E’ scritto che prima o poi torneremo. E’ scritto che chi ha creato più posti di lavoro, chi ha riportato su la crescita dell’Italia, chi ha abbassato le tasse e chi ha fatto tornare il nostro paese affidabile prima o poi tornerà. Non so quando e non so come, ma prima o poi succederà, la ruota girerà e la storia dimostrerà che occasione ha perso la vecchia ditta del Pd che invece di fare la guerra ai populisti ha fatto la guerra a chi ha provato a cambiare l’Italia. Del resto per loro era più importante riprendersi la ditta che salvare l’Italia. E pur di riprendersi la ditta hanno fatto la guerra al Matteo sbagliato. Ma questo è un tempo privilegiato: posso studiare, viaggiare, imparare”. (red)