Roma, 21 nov – Incrementando la raccolta differenziata, che è alla base del concetto di riciclo, “lo Stato – si evidenzia – avrebbe non solo un grande ritorno ecologico ma anche economico, e infliggerebbe un duro colpo alle organizzazioni criminali le cui attività sono connesse proprio con il ciclo dei rifiuti”. “L’educazione ambientale, in questo quadro, andrebbe intesa come primo, fondamentale passo di sensibilizzazione di giovani e giovanissimi verso temi che ormai da tempo sono considerati, nel resto del mondo, importanti tanto quanto la conoscenza delle lingue straniere o l’alfabetizzazione informatica, che in Italia infatti sono ancora sottovalutate – sottolinea FareAmbiente – Una disciplina che si porrebbe come scopo principale la trasmissione allo studente della possibilità concreta di vivere in maniera eco-sostenibile, ovvero senza alterare completamente gli equilibri naturali. Una disciplina attenta al paesaggio e alla tutela del patrimonio storico-artistico”. Inoltre, “l’educazione ambientale significa anche educazione alimentare, a maggior ragione in Italia, una nazione la cui tradizione eno-gastronomica è giustamente considerata un patrimonio pari a quello monumentale e culturale”. “Una società – conclude il Movimento ecologista europeo – è sostenibile quando i bisogni primari di tutti sono soddisfatti, nel rispetto delle differenze storiche, sociali e culturali, poiché povertà e ineguaglianza sono la causa di ogni crisi ambientale che è prima di tutto crisi culturale”. (Caf)