Roma, 22 nov – E’ sostenibile per l’Italia uno spread inchiodato sopra i 300 punti? “Non tocca a noi dirlo. Non commentiamo i movimenti di mercato e cerchiamo di non provocarli. Siamo regolatori, non speculatori. Ma un livello di spread elevato ha conseguenze che conosciamo. Dunque chiediamoci cose che crea lo spread e non confondiamo il termometro con la febbre” risponde il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici in una intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “E’ la febbre che fa salire il termometro. A far reagire i mercati non sono i commenti della Commissione, sempre prudenti. A maggior ragione dato che abbiamo a che fare con un governo che sappiamo essere particolare e con certi leader politici a volte aggressivi. Non sono sicuro che sarei altrettanto cauto con un altro governo”. Inoltre sottolinea: “Chi pensa che i commissari siano dei burocrati non eletti si sbaglia: siamo politici, responsabili davanti al Parlamento europeo come i ministri davanti ai loro parlamenti. Da cittadino non condivido in niente le idee del capo partito Matteo Salvini. Lui è amico di Marine Le Pen, io in Francia la combatto. E un mio diritto, anche se mi hanno attribuito dichiarazioni che non erano mie. Per esempio quando ho parlato di ‘piccoli Mussolini’, mi stavo riferendo a una procedura lanciata dall’europarlamento su un altro Paese. Ma stranamente in Italia c’è chi ha creduto di riconoscersi, non so perché. Invece nella mia funzione di commissario rispetto il ruolo istituzionale di Salvini e Di Maio e sono amichevole verso l’Italia, sostenitore della flessibilità, nemico delle sanzioni e fra i più moderati. Così fu con i precedenti governi italiani, così è con questo”.