Bologna, 22 ott – Due laboratori, completi di macchine e attrezzature. Un magazzino, le aule per le lezioni, il dormitorio, la cucina, i servizi igienici e la corrente elettrica. Un vero e proprio Centro di formazione professionale a Rabouni, nel Sahara occidentale, che il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani ha inaugurato nel corso della sua missione in Algeria e nei campi profughi Saharawi. Il Centro – intitolato al sindacalista della Cgil di Ravenna Sauro Mantellini, recentemente scomparso – fungerà da “incubatore” per favorire la nascita di imprese e attività gestite direttamente da giovani, donne in particolare. L’obiettivo è preparare, con personale italiano specializzato, nuovi formatori tra i giovani Saharawi, attraverso due progetti cofinanziati dalla Regione. Il primo prevede l’allestimento di un laboratorio per il cucito e la confezione di abiti. I docenti Saharawi, dopo il percorso formativo, trasmetteranno le competenze acquisite a gruppi di donne che verranno organizzate in modo da attivare piccole imprese. Il secondo progetto prevede invece l’attivazione di un corso per formare personale che andrà a costituire una microimpresa per lo sviluppo del turismo responsabile nei campi Saharawi. Un’occasione per fare del turismo uno strumento in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla storia dei Saharawi, rafforzare e divulgare il patrimonio culturale del popolo del deserto, sviluppare il settore dell’artigianato e, naturalmente, creare occasioni di lavoro per i giovani. Numerosi i partner dei progetti, tra cui Auser volontariato Emilia-Romagna (capofila), Cgil (nazionale, Emilia-Romagna e Ravenna), Fillea e Nexus Emilia-Romagna. Nel corso della missione Errani ha incontrato l’ambasciatore italiano in Algeria Giampaolo Cantini per alcuni approfondimenti sulle tematiche politiche e umanitarie che riguardano il popolo Saharawi. Altra tappa prevista dalla missione è quella nei campi profughi di Tindouf, con il Congresso nazionale dei sindacati Saharawi. La missione è un’occasione per consolidare ulteriormente l’amicizia e gli ambiti di collaborazione tra la comunità emiliano-romagnola e il popolo Saharawi.
(Sis)