Da Roma a Roma, passando per il Primavera Sound, il Bbc Biggest Weekend e l’All Points East e dopo un’estate impegnativa come headliner di Larmer Tree Festival, Leopallooza & Green Man Festival. I Public Service Broadcasting tornano questa sera nella Capitale, questa volta nello storico Teatro Parioli, a un anno di distanza dallo show che aveva conquistato il pubblico del Monk, in cui aveva presentato il da poco uscito ultimo album “Every Valley” che nel corso del’estate è poi arrivato fino alla quarta posizione della top 10 inglese. Un tour che ha avuto il suo culmine nello show della Royal Albert Hall, andato soldout nel giro di poche ore. Questa volta il trio alternative londinese presenta a Roma il nuovo Ep di 4 nuovi brani White Star Liner, uscito lo scorso 26 ottobre e già trascinato dal singolo omonimo. Domani, dopo la tappa roma, i Public Service Broadcasting saranno al Covo di Bologna, prima continuare il tour europeo che durerà fino al 1 febbraio tra Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Irlanda del Nord.
MESCHIA RITORNA CON IL LAVORO DISCOGRAFICO “INVERNA”
Esce oggi “Inverna”, il nuovo progetto discografico della cantautrice piemontese Cristina Meschia. Disponibile in versione digitale e nei negozi tradizionali, è un lavoro tra spazia dal folk al jazz, composto da nove brani arrangiati da Giampaolo Casati, che racchiude le tradizioni lombarde, i canti di protesta e contro la guerra (“E l’era tardi” di Enzo Jannacci), canti di lavoro (“Bella Ciao delle mondine” e “Povre Filandere”) ma anche canzoni d’amore (“Bèll usellìn del bosch” e “Oh mamma la mè mamma il muratore”) e la nostalgica ballata “Gh’è ammò on Quaivun” di Nanni Svampa. Anni di lavoro, di approfondimento, di passione con l’obiettivo di riscoprire ciò che costituisce una parte molto rilevante della cultura della Lombardia, tra Milano e il Lago Maggiore; un secondo lavoro, dopo “Intra” (primo album cantato in dialetto in cui la cantautrice ha raccolto poesie popolari e canti del suo territorio, Verbania) in cui Cristina Meschia riversa la sua continua pulsione verso la ricerca delle tradizioni musicali ormai (quasi) perse. Questo progetto prende ispirazione dallo studio dell’antologia della Canzone Lombarda di Nanni Svampa (con cui Cristina Meschia ha avuto modo di collaborare per il suo ultimo spettacolo teatrale “In Bocconi ci andavo a spizzichi”), una raccolta musicale di dodici album interpretati dal cantante milanese che rappresenta una delle maggiori collezioni di studio sulla storia musicale e dialettale della Lombardia e della città di Milano in particolare, e da alcuni dischi de “il Nuovo canzoniere Italiano”, gruppo di artisti e studiosi che a partire dal 1962 a Milano diede vita a una rivista e a un gruppo musicale. In “Inverna”, registrato al Riverside Studio Torino, e con il Patrocinio della Regione Lombardia, hanno suonato Gianluca Tagliazzucchi (piano), Riccardo Fioravanti (contrabbasso e basso elettrico), Marco Moro (flauto), Manuel Zigante (violoncello), Umberto Fantini (violino), Julyo Fortunato (fisarmonica), Gilson Silveira alle percussioni e Alessio Menconi alla chitarra. (red / PO)
DA BLACK JESUS, IL 7 DICEMBRE IN DIGITALE “EMPTINESS IS YOU (WAXLIFE REMIX)”
Il 7 dicembre esce in digital download “Emptiness Is You (Waxlife Remix)”, il primo di una serie di remix di prossima uscita tratti dall’album “They Can’t Cage The Light” dei da Black Jezus, il duo black-folk siciliano formato da Luca Impellizzeri e Ivano Amata. Il dj e producer Waxlife, che ha curato il remix di “Emptiness Is You”, ha spiegato il suo lavoro così: “E’ un brano atipico, non ha la canonica forma-canzone. Ricorda più un brano di musica elettronica, con un riff di chitarra folk che si ripete in loop e, soprattutto, non ha un vero e proprio ritornello. Per il remix ho ragionato al contrario: ho ricostruito il brano con una struttura più ‘regolare’, cercando di esaltare di più la parte ritmica e aggiungendo delle parti melodiche di sintetizzatore”. (red)
RAIGE, IL NUOVO SINGOLO È “UNA LISTA DI PICCOLE COSE”
Si chiama “Una lista di piccole cose” è il nuovo singolo di Raige, una ballad prodotta musicalmente da Roofio e co-arrangiata da Marco Zangirolami. “Immagina di dover scrivere una lista di dieci ‘piccole cose’ per cui, secondo te, vale la pena vivere – ha detto Raige – Solo dieci piccole cose, che però sanno così tanto di te che parlarne ad un’altra persona ti metterebbe a nudo più di qualunque altra cosa. Perché quelle dieci piccole cose sono quanto di più vero, tuo e importante, tu abbia da regalare a chi ami: che sia tuo figlio, tuo padre, tuo nipote o la donna della tua vita”. Con il brano nasce la collaborazione con Roofio, produttore storico per il rap italiano e apprezzato hit maker, e inizia ufficialmente il countdown al nuovo album, la cui uscita è prevista per i primi mesi del 2019. (red)
DIRT O’MALLEY, ECCO IL VIDEOCLIP DI “FIORI”
Oggi esce su YouTube il videoclip “Fiori”, il nuovo brano di Dirt O’Malley, rapper, trapper e producer classe ’96 di Palermo. Il brano, in rotazione radiofonica e disponibile in digital download, è prodotto da Stoner, giovane talento musicale palermitano. Il mix e il master sono di Sine One, dj e producer nato a Palermo e attivo a Roma, che ha collaborato con Coez e Noyz Narcos. Il videoclip è stato realizzato interamente a Palermo dal regista palermitano Fele La Franca, già autore della regia e fotografia dell’ultimo singolo di Dirt O’Malley, “Tropico”. Alcune delle scene sono state girate all’interno di Palazzo Butera, nei locali dell’installazione “Theatre of the Sun” del collettivo Fallen Fruit di Los Angeles, presentata in occasione di Manifesta12: l’opera consiste in una carta da parati e mappe che localizzano gli alberi da frutta della città di Palermo. La Public Fruit Map di Palermo indica la posizione di centinaia di alberi da frutto in spazi pubblici e privati: alberi che molto spesso sono del tutto trascurati e ignorati. “Questa canzone non è altro che una discussione fatta tra ‘me e me’ in un momento di paranoia – racconta Dirt O’Malley – Il mood può far sembrare tutto molto felice e spensierato, ma la realtà è un’altra: abbiamo voluto giocare con la contrapposizione tra questi due stati d’animo, raccontando l’insicurezza in modo apparentemente leggero”. (red)
LP TORNA CON IL SINGOLO RECOVERY E L’ALBUM HEART TO MOUTH
“Credo che le canzoni valgano più di tante parole”: non è uno slogan, ma solo un pensiero di LP, alle spalle quattro album in studio, una miriade di concerti (uno dei più recenti, la sua entusiasmante partecipazione alla Notte della Taranta dello scorso agosto, ma anche i palchi di Coachella, Mad Cool, Outisde Lands), un successo che è cresciuto quanto più l’artista statunitense di origine italiana “ha lasciato fare” a se stessa, nell’ispirazione e nelle intenzioni delle canzoni. È stato così che i video di Lost On You, Muddy Waters, When We’re High sono arrivati a oltre 280 milioni di visualizzazioni in un anno e che l’album Lost On You è diventato disco di platino in Italia, Francia, Svizzera, Russia, Polonia, Grecia. Credenziali importanti, che però si potrebbero anche dimenticare ascoltando un nuovo singolo sinuoso e profondo, toccante e intenso come Recovery. Se anche non conoscessimo LP, rimarremmo in ogni caso colpiti dalle sfumature di un pezzo che risplende nell’oscurità, così come certi fiori luccicano nel fango. Heart To Mouth (lavorato con il collaboratore e produttore di Lost On You Mike Del Rio -Eminem, X Ambasciatori, Skylar Gray- e l’autrice Nathaniel Campany) raccoglie brani in cui dal cuore si arriva alla bocca, dal sentimento alle parole, dalla quiete alla tempesta, con un’attitudine schiettamente rock, un felice cortocircuito di melodie e di ritmi accompagnati da un canto che tende la malinconia verso un punto di non ritorno (Dreamcatcher) o la frenesia verso timbri rocciosi e parecchio riconoscibili (When I Move Over You). Che infatti rimanga sugli sfumati (One Night In The Sun) o che acceleri sui ritmi (Girls Go Wild), LP è essenzialmente una voce, che risuona di traccia in traccia, che si muove ineluttabile (The Power) e ruggente (Special, una chiusa di partita parecchio rock’n’roll), concedendosi anche un pugno di gemme dichiaratamente pop (Shaken) e retroattive (House On Fire). Non c’è un solo genere per queste continue e riuscite divagazioni fra folk del nuovo Millennio (Hey Nice To Kow Ya) e pulsazioni corali (Die For Your Love) e solitarie (Dreamer), dove, più che struggersi, si affrontano con energia amore, sogno, abbandono. Heart To Mouth, nelle sue componenti, aggiunge alle hit del passato una terza dimensione, dove fragilità e forza convivono, si raccontano, e si aprono a un nuovo viaggio che si preannuncia una volta ancora, memorabile, col cuore e con le parole.
L’artista americana sarà impegnata con il firmacopie nei prossimi giorni: sabato 8 dicembre h.16.00 Discoteca Laziale Via Giovanni Giolitti, 263; domenica 9 dic.h.16.00 Milano Mondadori Megastore (piazza Duomo) Piazza del Duomo, 1
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VIDEOCLIP RECOVERY