Winthertur, 22 ott -Il Congresso è stato un momento alto di rilancio dell’attività dell’Associazione che si trova ad affrontare nuove e continue sfide ma con l’approccio di sempre e cioè quello di una attenzione particolare alla dignità dell’uomo e del lavoro che deriva da quel messaggio salvifico che ha portato i nostri predecessori ad avere l’intuizione geniale della rete aclista. Come ha affermato il Presidente Carint siamo chiamati ad essere “organizzatori di impegno, di gratuità, di presenza” in un contesto sociale che subisce continue trasformazioni. Le Acli, in Svizzera, si trovano ad operare in un contesto molto diversificato e per regole e per culture per cui bisogna essere capaci di riuscire ad orientare le persone nei percorsi di integrazione. Ma l’integrazione avviene anche attraverso la partecipazione civica e politica ed in questo senso le Acli devono portare avanti un progetto formativo di educazione alla partecipazione politica per essere sempre più integrati nei contesti di vita e contribuire alle scelte per il bene comune. La sfida delle Acli, con i suoi Enti come l’Enaip ed il Patronato, è quella di tornare alle radici dell’impegno per meglio servire la persona e meglio cogliere, nel suo insieme, i cambiamenti e le trasformazioni che investono il mondo del lavoro e la società in un contesto come quello svizzero fortemente condizionato dagli influssi della globalizzazione e delle politiche europee. Una globalizzazione che deve essere dal volto umano e che ci deve trovare vigili di fronte ai rischi dell’emarginazione e della povertà con una particolare attenzione ai problemi dei giovani e degli anziani e del loro pieno inserimento nella società. Le Acli svizzere con la nuova dirigenza, ed in primis con il presidente Carint, sapranno trovare la strada per percorrere insieme la via di un futuro che vede ciascuno titolare di diritti riconosciuti ed esigiti.
(Sis)