Roma, 26 nov – “Questo è un quadro generale che indica come ci sia ancora molto da fare per la diffusione di una cultura della prevenzione e della responsabilità tra i ragazzi, specie in situazioni di particolare difficoltà” afferma Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, Consigliere Nazionale Anlaids. “È importante preparare i giovani, attraverso la conoscenza delle cose, a gestire responsabilmente se stessi e la propria sessualità e a proteggere se stessi e gli altri. Un percorso che porta a rifiutare spontaneamente lo stigma nei confronti di persone e malattie che è principalmente figlio dell’ignoranza”. Interessante infine il dato emerso dall’indagine di ANLAIDS che conferma che la precocità del debutto sessuale si associa ad altri comportamenti considerati ‘da adulti’, come il fumo o il consumo frequente di alcol. I dati sono stati presentati in occasione del 31mo convegno nazionale dell’Anlaids, associazione italiana nata per fermare la diffusione del virus HIV, che si è tenuto a Genova. Al congresso ha partecipato anche l’assessore all’Università e allo Sviluppo Economico del Comune Genova Giancarlo Vinacci, il quale ha proposto Genova come sede di un progetto pilota di formazione e educazione sanitaria degli studenti delle scuole superiori sin dalla prossima primavera. Nelle scuole il tema dell’educazione sanitaria e sessuale è solo sfiorato e riguarda solo gli istituti più virtuosi, così sono le associazioni che si devono far carico del compito di sostenere questo tipo di informazione. “Serve un tavolo congiunto tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Sanità per arrivare a un’adeguata formazione di ciascun docente per fare informazione presso gli studenti. ANLAIDS ha già numerosi progetti in atto nelle scuole d’accordo con il provveditore e lavora alla formazione di educatori alla pari, ossia dei leader coetanei degli studenti per una informazione costante e diretta” afferma Marchini. A gennaio 2019 partirà anche un nuovo progetto rivolto ai giovani che non sono né nei percorsi scolastici né in altri percorsi formativi, una popolazione quindi difficile da raggiungere e da informare.
(red)