Roma, 27 nov – Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, in una intervista al Corriere della Sera, interrogato sui timori per la stabilità economica italiana, afferma: “La fotografia che ho io è un pochino diversa. Al di là della storia, il libretto Postale nel 2026 farà 150 anni, il Buono per giovani ne farà cento nel 2025, i nostri prodotti sono posseduti da 30 milioni di clienti. Il Buono per i diciottenni è stata una felice intuizione di 12 anni fa. Siamo per premi la prima compagnia vita in Italia. I nostri prodotti sono quelli cresciuti di più. Ma perché sono di lungo termine come vede. La preoccupazione si registra molto meno”. “E’ il mondo finanziario perlopiù internazionale che si preoccupa. Avendo, ahinoi, un debito pubblico molto importante, chi ha altrettanto importanti posizioni, ne ha acquistato tanto, può avere benefici in un senso o nell’altro”, “hanno una logica per la quale anche solo 10 punti base in meno nello spread da 300 a 290, o comunque solo l’1% per chi ha grossi investimenti significa molto”, “un’impresa, soprattutto se inserita nel mercato internazionale deve seguire l’andamento dei tassi e deve essere giustamente attenta al costo del denaro. E deve preoccuparsi per la sostenibilità del suo business. Sul risparmio l’orizzonte raramente è quello del breve termine”. (red)