Roma, 28 nov – L’analisi combinata dei risultati, ottenuti dai ricercatori con esperimenti e simulazioni al computer, ha permesso di dimostrare come le predizioni dei modelli applicati in passato per descrivere l’interazione tra microgel (basati sulla teoria classica dell’elasticità formulata alla fine dell’800) portino a conclusioni incompatibili con l’evidenza sperimentale.La collaborazione internazionale ha quindi sviluppato un nuovo modello “multi-elastico” che, al contrario di quello precedente, si basa sulla struttura microscopica dei microgel ed è in grado di descrivere quantitativamente i risultati sperimentali a un livello che permetterà di ottenere una conoscenza molto più approfondita di questi sistemi.“I microgel – spiega Emanuela Zaccarelli, Sapienza e Cnr-Isc – sono componenti essenziali per studiare fenomeni quali la formazione di vetri o di cristalli, ma trovano applicazione in molti processi industriali, dalla sintesi di nuovi materiali allo sviluppo di farmaci innovativi. Eppure, nonostante vengano utilizzati in contesti teorici in cui è fondamentale conoscere a fondo le proprietà microscopiche delle particelle che compongono il sistema, fino a oggi questa conoscenza è stata incompleta o addirittura basata su presupposti errati”.“Il nostro lavoro – conclude Lorenzo Rovigatti – stabilisce un nuovo punto di riferimento per studi futuri mirati alla piena comprensione del comportamento di questi oggetti, così promettenti dal punto di vista tecnologico”. (PO /Com)