Roma, 30 nov – “Il progetto, dal titolo ‘Programmable nucleic acid toolkits for cell-free diagnostics and genetically encoded biosensing – PRO-TOOLKITS’, – spiega il Dottor Francesco Ricci – ha come obiettivo quello di sviluppare kit diagnostici ‘cell-free’ e biosensori ‘genetically-encoded’. La sua durata è di 5 anni, con un budget complessivo di 1.999.375 euro”. 95 articoli, 4 brevetti, 5 capitoli in libri e volumi, un h-index pari a 37, 4350 citazioni secondo le ultime elaborazioni su Scopus: questi, secondo la metrica della valutazione della ricerca, i “numeri” di Francesco Ricci, giovane Professore associato presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Ma non è tutto: all’attivo anche importanti riconoscimenti come il Premio internazionale 2017 “Heinrich Emanuel Merck Award” (assegnato a scienziati sotto i 45 anni impegnati nello sviluppo di nuovi metodi di analisi che possano migliorare la qualità della vita) oppure il “Proof of Concept” 2016 dell’European Research Council del valore di 150 mila euro (destinato a ricercatori già vincitori di un bando ERC e hanno l’obiettivo di determinare il potenziale di innovazione delle idee sviluppate, valutandone le potenzialità e l’orientamento per un eventuale sviluppo commerciale) grazie al progetto AB-SWITCH (Evaluation of commercial potential of a low-cost kit based on DNA-nanoswitches for the single-step measurement of diagnostic antibodies), che ha l’obiettivo di ottimizzare lo sviluppo commerciale di un sistema di diagnosi dell’HIV e di altre malattie infettive. Il sistema si basa sull’utilizzo di “nanomacchine” costruite con DNA sintetico e in grado di riconoscere e legare in maniera specifica un anticorpo target, fornendo un segnale ottico in seguito all’avvenuto legame. (UE / BIG ITALY / SEGUE)