Roma, 30 nov – Prossimi al traguardo del 75mo anniversario del “calendario più amato d’Italia”, Frate Indovino festeggia partendo proprio da Napoli, la “capitale dei presepi”, con la terza edizione del “Presepio Emozionale”. A circa otto secoli dal primo e memorabile presepio di Greccio, nato dalla fede entusiasta di San Francesco D’Assisi, Frate Indovino ne celebra la vera essenza, nello splendido Chiostro maiolicato di Santa Chiara a Napoli. I Frati Francescani Cappuccini dell’Umbria, nel solco di tale retaggio, desiderano riconfermare la centralità del messaggio francescano con un presepio di oltre 200 metri quadrati, da domani al 6 gennaio, che riproduce un tipico villaggio medievale dell’Appennino umbro. Quasi a grandezza naturale, lo si può visitare camminando all’interno, sentendosi protagonisti tra le varie figure di personaggi dell’epoca che ne popolano la scenografia. Sono rappresentati i mestieri e le attività del tempo, dal frantoio al mulino, alle botteghe dello speziale, del vasaio alla tessitrice fino alle lavandaie, e si entrerà all’interno dei bivacchi dei pastori, e nella casa dell’ortolano. C’è anche la riproduzione figurativa di un forno pubblico dove ogni famiglia andava a cuocere il proprio pane. Entrando all’interno di questo villaggio, si giunge alla capanna dove sono riprodotti i tradizionali personaggi della Natività. Il progetto seguito da ingegneri meccanici, è realizzato con “materiale povero”: legno e cartone stampato a colori per offrire l’effetto grafico voluto. Le Edizioni Frate Indovino nascono di fatto con il celebre calendario, uscito con la tiratura di 2.000 copie nel dicembre 1945 per l’anno 1946. Attualmente, tra calendario da parete e quello da scrivania, le spedizioni superano i cinque milioni di pezzi annui. L’almanacco è stato inserito tra i simboli dell’italianità e tra gli oggetti più emblematici della storia del nostro Paese, accanto al Bacio Perugina, la Nutella, la caffettiera Moka Bialetti e pochi altri. La filosofia di Frate Indovino si fonda su due direttrici: la prima è costituita dalle opere caritative e di promozione sociale, vissute come vocazione, sia in Italia che nella ultra centennale Missione in Amazzonia, in un territorio molto vasto che si estende dalla città di Manaus sino ai confini con Colombia e Perù; la seconda è rappresentata dalla divulgazione della cultura, sentita come missione, attraverso le pubblicazioni. (red)