Roma, 29 ott – Si terrà a Roma il 28 novembre prossimo il convegno dal titolo ”Le associazioni protagoniste all’estero.” Ad ospitare i lavori promossi dalla Cne (Consulta nazionale emigraizone)la Sala Tevere della Regione Lazio.Con l’appuntamento di novembre, dopo i convegni interregionali ed a partire dai documenti successivamente elaborati, la Cne intende sviluppare un confronto d’idee. A tale fine sono state invitate le associazioni regionali, le Consulte e le istituzioni regionali.”L’associazionismo nazionale e regionale – ha detto il Presidente della Cne, Rino Giuliani- nasce da comuni esigenze e da obiettivi in larga parte perseguibili con una azione convergente. Un’unità nell’azione può favorire le giuste risposte che gli italiani all’estero si attendono. Un associazionismo che smetta di andare in ordine sparso e che abbia la consapevolezza dell’inefficacia dei protagonismi individuali fuori tempo, è invece in grado di svolgere il suo ruolo di rappresentanza e di proporre una progettualità forte a vantaggio specialmente degli italiani anziani fragili e senza risorse e dei giovani. La Conferenza delle Regioni, oltre al governo, diventa l’altro interlocutore di un associazionismo in grado di proporre, di non rincorrere le risorse finanziarie pubbliche per obiettivi senza raccordo con la realtà delle nostre comunità ma di guardare invece alle esigenze dei nostri connazionali. I diritti e le aspettative dei nostri connazionali all’estero rese oggi più incerte dalla contrazione severa delle risorse pubbliche ad essi precedentemente destinate non possono essere abbandonati e sostituiti dall’invito al “fai da te” . La Cne si aspetta un confronto franco, costruttivo, di merito anche con le istituzioni invitate e più generalmente con quanti impegnati sui comuni temi dell’emigrazione saranno presenti e non vorranno far mancare il loro contributo. La Cne vuole costruire una convergenza di idee e di soluzioni per aprire una fase nuova nelle politiche per l’emigrazione, definite in modo partecipato, “dal basso”. In questi ultimi anni – conclude Giuliani – molto si è consumato ed appare evidente che si impone l’avvio di un’inversione di tendenza in grado di contrapporsi all’abbandono ed al ritiro dalle responsabilità che il paese ha verso i connazionali all’estero.” (Com)