Nelle ore decisive nel negoziato con l’Unione Europea, il premier Giuseppe Conte assicura in una intervista ad Avvenire: “Il mio obiettivo è evitare all’Italia una procedura d’infrazione che fa male al nostro Paese e rischia di far male anche all’Europa. Sto lavorando a questo con la massima determinazione. Sto mettendo a punto una mia proposta che l’Unione Europea non potrà non prendere in considerazione”, “arriverà ad horas. Ho alcune prime proiezioni sull’effetto economico di quota 100 e Reddito di cittadinanza. Ciò può darmi un margine di manovra da spendere e utilizzare nel negoziato”. Una riduzione del deficit? “Se recuperiamo delle somme, ragionevolmente ci potrà essere. Ma in questo momento non fornisco nessun numero. Sarebbe scorretto e controproducente in pieno negoziato anticipare ai giornali i numeri. Perché il negoziato riesca occorre riservatezza”, “pochi giorni fa nessuno credeva che il dialogo potesse essere riaperto. Anzi, tutti gli osservatori economici e internazionali davano per certa l’accelerazione della procedura contro l’Italia. Ma io sono molto determinato, indomito, ottimista, non trovo appagamento se non porto il risultato a casa”. Si parla di una rimodulazione della manovra di 4-5 miliardi… “I miliardi non sono bruscolini e francamente mi fa sorridere quando sui giornali si spostano numeri con tale facilità. Ripeto: questa mia proposta – che non compromette affatto gli interessi degli italiani e quindi nemmeno le riforme programmate – non potrà non essere presa seriamente in considerazione dall’Europa”. Inoltre sottolinea che “quel 2,4% è derivato dalla valutazione dell’impatto delle varie riforme, soprattutto di quelle più qualificanti. Ricorderete che io non ho mai anticipato i saldi finali sino al momento in cui non abbiamo avuto gli esatti conteggi”. (4 dic – red)