Roma, 4 dic – Cooperazione più profonda con i paesi partner; maggiore protezione delle frontiere; strumenti più efficaci per gestire la migrazione all’interno dell’Ue. Sono i tre pilastri da seguire nelle politiche migratorie, che la Commissione europea torna oggi a ricordare gli Stati membri: “con arrivi irregolari tornati finalmente ai livelli pre-crisi – spiega la Commissione – ora è il momento di affrontare le restanti debolezze. È necessario proseguire il lavoro a livello operativo, sia esternamente che internamente, e gli Stati membri e il Parlamento europeo dovrebbero completare rapidamente la riforma dell’UE in materia di asilo e in particolare adottare le 5 proposte in cui vi è un ampio accordo politico prima delle elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno”, vale a dire la Qualification Regulation (che armonizza i criteri per l’accesso alla protezione in tutti i Paesi della Ue, stabilisce tempi certi per la fruizione e la scadenza del diritto e restringe le possibilità migrazione secondaria), la direttiva sulle condizioni di accoglienza, il regolamento europeo sull’asilo, il regolamento Eurodac che prevede la condivisione del database europeo di identificazione e regolamento quadro sul ricollocamento. Secondo il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans “l’approccio globale europeo alle migrazioni sta dando risultati tangibili: dopo 4 anni, è adesso essenziale consolidare questo approccio completando la le riforme per un sistema di asilo a prova di sostenibilità. Possiamo arrivarci prima delle prossime elezioni europee, nell’interesse di tutti gli Stati membri”.
(SEGUE)