Roma, 4 dic – Lo sport non fa bene solo alla salute delle persone, ma anche all’economia del Paese. È quanto emerge dalla ricerca “Sport e Imprese: play together, win together” realizzata da Prometeia per il Comitato Leonardo, che è stata presentata oggi al Coni durante il XVII Forum Annuale del Comitato Leonardo, l’appuntamento che riunisce istituzioni, imprenditori, e mondo finanziario per fare il punto sulla situazione del Made in Italy. Quest’anno il focus è stato sul rapporto tra impresa e sport. Secondo la ricerca il compatto più rilevante del settore sportivo Made in Italy è il commercio, che rappresenta poco meno della metà del valore della produzione e del numero di addetti. Seguono il manifatturiero con circa 2300 imprese e quasi 19mila addetti, che generano 5,3 miliardi di fatturato, poi vengono i servizi sportivi, che sfiorano il 37% in termini occupazionali, incidendo per il 21% sul valore della produzione. Come emerge dallo studio negli ultimi 5 anni il settore sportivo ha mostrato una crescita continua e a ritmi sostenuti, in netta controtendenza con la dinamica dell’economia italiana. Il commercio è stato il settore più dinamico, con una crescita annua media del 3,9%. Nel 2017 i flussi di commercio degli articoli sportivi hanno raggiunto la soglia record di 58 miliardi di euro, il doppio rispetto alla metà del decennio scorso. Nel periodo 2010-2017 si è verificato il consolidamento delle strategie di globalizzazione da parte dei grandi gruppi multinazionali, e la crescita della competizione dei prodotti asiatici, che dalle fasce basse del mercato si stanno spostando verso altre produzioni. In questo contesto, come dimostra lo studio di Prometeia, l’industria italiana ha saputo rispondere con un maggior orientamento al mercato e una profonda ristrutturazione interna, concentrandosi su prodotti di fascia alta per sfuggire alle logiche low cost. Una strategia che ha dato i suoi frutti: in 7 anni le esportazioni hanno registrato una crescita cumulata del 28%, il doppio rispetto alle esportazioni italiane complessive. Attualmente le vendite estere di manufatti sportivi italiani valgono oltre 2 miliardi. La composizione geografica dell’export made in Italy è legata all’area europea con il 70% del totale vendite estere, il 10% coinvolge l’area NAFTA (Canada, Usa, Messico), il 6% i mercati asiatici. (PEP / SEGUE)