Roma, 5 dic – “L’azione di contenimento della spesa avviene a 360 gradi – sottolinea De Poli – a partire dalla spesa per le indennità dei Senatori che si riduce di 51 milioni di euro dal 2013 al 2018. In questo modo la voce indennità, ad oggi, rispetto al Bilancio totale del Senato risulta pressoché dimezzata passando dal 19% del 2001 al 10% di oggi”. “Sul fronte del personale – che si è ridotto del 40% dal 2006 ad oggi – si conferma il trend decrescente delle retribuzioni: oltre 40,5 mln di risparmi sugli stipendi rispetto al 2011. “Il Bilancio del Senato – spiega ancora De Poli – si compone di due aree: entrambe in discesa, sia quella dedicata alle spese previdenziali che, nel 2018, scendono di 8,6 milioni di euro rispetto al 2017; sia quella dedicata alle spese di funzionamento della macchina amministrativa che si riducono, nel 2018, di 7 milioni di euro rispetto al 2017”.
“La spesa complessiva del Senato, nel 2017, si è ridotta di 3,1 mln di euro rispetto all’anno precedente. Continua il trend decrescente: per l’ottavo anno consecutivo Palazzo Madama continua a spendere meno”, aggiunge De Poli. “In tutti questi anni, abbiamo messo in atto una serie di azioni per il contenimento della spesa ma senza rinunciare a investimenti per migliorare l’efficienza dell’istituzione Senato. A partire dal Senato green – con la novità della auto elettriche, il 90% di lampade a basso consumo, i pannelli fotovoltaici nella struttura del Trullo che consentono di azzerare la bolletta energetica – al Senato digitale – con il rinnovo delle infrastrutture informatiche grazie alla tecnologia Cloud che ci fa risparmiare 2,5 mln di euro e alla dematerializzazione (-75% di carta) che fa risparmiare alle casse del Senato oltre 4,6 milioni di euro. Un Senato più moderno e aperto ai cittadini, anche grazie a piccoli interventi come l’App Virtual Tour che consente ai cittadini di ammirare ‘virtualmente’ le bellezze architettoniche e artistiche del Palazzo o al restyling del sito del Senato che si è adeguato rispetto alle linee guida per la fruizione dei contenuti nel Web, da parte delle persone con disabilità”.
(red)