Roma, 6 dic – La crescita percentuale delle attivazioni ha interessato esclusivamente il Nord (+5,8) e il Centro (+6%) con l’esclusione del Mezzogiorno (-1%), dove le attivazioni hanno subito un decremento rispetto al terzo trimestre del 2017, riconducibile alla sola componente femminile. L’incremento riguarda, inoltre, in misura maggiore gli uomini sia a livello nazionale (+5,5%, a fronte del +0,9% registrato per le donne) che considerando le ripartizioni geografiche. Il 69% del totale complessivo delle attivazioni è concentrato nel settore dei Servizi, per il quale si registra un aumento tendenziale pari al 2,9%. Per il settore dell’Industria, che assorbe il 14,4% delle attivazioni, il tasso di crescita è pari all’8%, nel cui ambito continua a crescere quello delle Costruzioni (+9,2%), in misura superiore rispetto all’Industria in senso stretto (+7,2%). Il settore dell’Agricoltura, infine, che pesa per il 16,6% delle attivazioni totali, fa registrare un incremento più contenuto, pari all’1,6%.
Le attivazioni dei contratti a Tempo Indeterminato, comprensive di circa 173 mila Trasformazioni (di cui circa 127 mila da Tempo Determinato e 45 mila da Apprendistato), determinano un complessivo flusso in entrata a Tempo Indeterminato pari a circa 565 mila, in crescita di oltre 67 mila attivazioni rispetto allo stesso periodo del 2017 (+13,4%), risultando superiore alle 495 mila cessazioni a Tempo Indeterminato (-6 mila). Alla crescita tendenziale dei contratti a Tempo Indeterminato osservata nel terzo trimestre del 2018 si associa un incremento delle attivazioni a Tempo Determinato (circa 14mila, pari a +0,7%), di quelle relative all’Apprendistato (+7 mila, pari al +9,4%) e della tipologia contrattuale. Altro (+5,0%) mentre calano, seppure in misura lieve, i contratti di Collaborazione (-0,6%).Nello stesso periodo la crescita tendenziale dei lavoratori attivati, così come quella dei rapporti di lavoro, risulta in misura percentuale superiore per i lavoratori ultra 55enni rispetto a quelli di età inferiore mentre il numero di attivazioni pro-capite resta stabile a quota 1,29 rispetto al terzo trimestre del 2017. (red)