Roma, 6 dic – In Italia la tassazione dei redditi è su base individuale, con detrazioni che tengono conto solo in parte delle condizioni familiari del contribuente. Per comprendere appieno gli effetti del prelievo fiscale sul benessere materiale e sulle condizioni di vita delle famiglie occorre valutare il carico tributario rispetto alle entrate di tutti i componenti. Nel 2016, l’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare si conferma stabile al 19,4% rispetto all’anno precedente. E’ quanto si legge in un report dell’Istat. La presenza in famiglia di uno o più componenti minori (prevalentemente coppie con figli) consente ai nuclei familiari sostenuti da un unico percettore di ottenere alcuni benefici fiscali che, per effetto delle detrazioni, crescono all’aumentare dei figli a carico. I valori più bassi delle aliquote medie si registrano, in linea con l’anno precedente, tra le coppie con tre o più figli (di cui almeno uno minore) con l’8,4%. Relativamente contenuto è il prelievo fiscale tra le coppie con due figli, di cui almeno uno minore (13,9%) e tra le famiglie di altra tipologia, in prevalenza con due o più nuclei (13% circa). Il trattamento favorevole di cui godono le famiglie con minori è determinato, oltre che dalle maggiori detrazioni per i componenti a carico, anche dalla possibile fruizione di assegni al nucleo familiare (esenti da imposta), modulati in modo tale da crescere all’aumentare del numero dei componenti. (SEGUE)