Roma, 6 dic – Il vantaggio fiscale tende tuttavia ad assottigliarsi man mano che aumenta il livello di reddito familiare. La riduzione dell’aliquota al crescere dei figli a carico è meno accentuata tra le famiglie di due o più percettori, si azzera nella classe di reddito superiore (oltre 40.000 euro) mentre persiste tra le famiglie sostenute da un unico percettore. Poiché il sistema fiscale italiano non prevede trasferimenti monetari ai cosiddetti incapienti (ovvero ai contribuenti che, a causa delle loro ridotte entrate, riportano un’imposta lorda così bassa o nulla da non poter fruire pienamente delle detrazioni spettanti), accade spesso che le famiglie della classe di reddito 0-15mila euro non riescano ad abbattere ulteriormente il loro carico fiscale, pur in presenza di un numero considerevole di figli. Ciò avviene soprattutto se il già basso reddito familiare proviene da una sommatoria di redditi individuali ridotti: nella prima fascia di reddito, la probabilità che si verifichi una situazione di incapienza è tre volte più elevata nelle famiglie con due o più percettori rispetto alle famiglie con un solo percettore. Le persone sole di età inferiore a 65 anni e le coppie senza figli con persona di riferimento under 65 sono le tipologie su cui grava il maggiore prelievo fiscale, ambedue con aliquote medie superiori a 21%. In particolare tra le famiglie mono-percettore, le coppie con persona di riferimento con più di 65 anni presentano il più elevato carico fiscale (21,9%), disponendo infatti del reddito medio annuo lordo più elevato (28.250 euro circa). (SEGUE)